sabato 13 dicembre 2008

Intervista ai Little Brother

Inizialmente doveva finire su Superfly, poi siccome era troppo breve è rimasta in casa mia, e l'ho prestata a Ghetto Grooves, un bel sito di "Urban music & culture" gestito da un ragazzo di Torino. E' il resoconto di quindici minuti di chiacchierata con Phonte, non posso che ringraziare Baba per la semi-traduzione simultanea e tutti gli altri per la bella serata. Ah, è del 6 marzo 2008.

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Abbiamo avuto modo di fare una chiacchierata con Phonte, rapper del gruppo statunitense Little Brother, in occasione del concerto di un paio di mesi fa in quel di Bologna.

I Little Brother - originariamente composti da Phonte, Rapper Big Pooh e dal produttore 9th Wonder - si formano sul finire degli anni novanta in North Carolina, nel contesto della North Carolina Central University. Attorno al 2003 il gruppo vede un periodo di grande riscontro di pubblico e di critica. Un successo dovuto - secondo alcuni - soprattutto alle doti del producer 9th Wonder, che pareva dovesse diventare il nuovo Pete Rock. Nel 2007 Phonte e Big Pooh hanno continuato la loro avventura deprivandosi dello storico produttore con l’album Getback, e pur senza la carica fresca ed innovativa dell’esordio The Listening, Little Brother rimane sinonimo di ottimo rap underground, piacevolmente ispirato alla scuola Native Tongue. Da pochissimi giorni è stato pubblicato il nuovo album And Justus for All, il secondo dalla dipartita di 9th Wonder.

Cos’è successo con 9th Wonder?

Ci siamo presi una pausa… siamo rimasti in buoni rapporti ma abbiamo preferito continuare ognuno per la propria strada.

Fino ad ora il suono dei Little Brother è stato caratterizzato bene o male soprattutto dalle basi di 9th Wonder, come procederete in futuro?

Non è prorprio cosi’, già in questo album (si riferisce a Getback .ndr) 9th Wonder ha prodotto un solo pezzo. Quello che succederà d’ora in avanti sarà simile a quello che già avete sentito su Getback. Inoltre anche quando c’era lui in organico i Little Brother non erano solo 9th Wonder… lui faceva solo parte del gruppo. Con Getback crediamo di aver dimostrato che possiamo far anche da soli. Detto questo, continuiamo a far le cose che ci piacciono.

Tutto il mondo sta osservando ciò che accade negli Stati Uniti in merito alle elezioni presidenziali, qual’è la vostra posizione a riguardo?

Personalmente appoggio Obama. Un simbolo di cambiamento per molta gente, una persona che cerca di fare da tramite fra culture diverse. Credo voglia veramente cambiare le cose e penso che sia questo ciò che la gente del mio paese vuole più di ogni altra cosa. Siamo stati molto apatici per troppo tempo, abbiamo bisogno di una persona in cui credere.

Credi che questa sia anche la posizione della maggior parte delle persone che seguono l’Hip Hop?

Non mi sorprende che molte delle persone che seguono l’Hip Hop la pensino come me. Quando sei giovane e vuoi solo divertirti non ti interessi alla politica, ma quando cresci - e magari inizi ad avere una famiglia o dei figli- il tuo punto di vista si modifica. E’ per questo che molte persone appoggiano Obama. La gente crede in quello che dice, e anch’io sono d’accordo con gran parte delle sue idee.

Ultimamente stiamo vivendo una situazione in cui l’Hip Hop è sempre più mercificato. Credi possa ritornare ad essere un’importante veicolo di comunicazione dal basso?

In realtà io non penso stia succedendo questo, o perlomeno non credo sia una cosa esclusivamente negativa. L’Hip Hop ha superato tante barriere ed è diventato fonte di guadagno per moltissime persone. E’ impossibile tornare indietro. Tutto quello che un artista puo’ fare è continuare a produrre musica di qualità, senza pensare al resto. L’Hip Hop attualmente è usato per vendere di tutto: iPod, Coca-Cola, McDonald. E’ un business. Per dirla tutta io sono contento di questo, perchè l’hip hop permette a tantissima gente di mantenersi, di mandare avanti la famiglia, di crescere dei figli.

Ma non credi che in questo modo si stia perdendo lo spirito originario di questa cultura?

Io sento sempre la stessa energia. Ogni generazione si crea il proprio suono. Noi, ad esempio, veniamo dalla Golden Age. I costumi ora sono cambiati ed il modo in cui noi vediamo le nuove leve è lo stesso con cui la generazione prima della nostra vedeva noi. L’energia però è rimasta la stessa. Magari noi non lo capiamo, ma le dinamiche sono le stesse. Penso sia un fattore generazionale: molta gente dice “l'Hip Hop vero è questo, l’Hip Hop vero è quest’altro”…Certo, c’è anche un sacco di materiale pessimo in giro, però siamo noi a dovere dimostrare l’abilità di filtrare tra tutto quello che ci viene proposto. Trovo spesso persone che mi dicono: “odio questa radio, non sopporto quest’altra emittente…”. Io non dico mai di odiare la musica che passano alcuni media, preferisco molto piu’ semplicemente non ascoltarli! Ascolto le cose che mi piacciono, ed in giro puoi trovare tantissima roba incredibile che non troverai mai sui canali tradizionali o su Mtv. Sui grandi network suonano sempre le solite dieci canzoni. In giro invece ci sono moltissime produzioni interessanti: l’unica cosa che devi fare e’ andartele a cercare! L’energia della Golden Age c’è ancora, l’Hip Hop è ancora vivo! L’unica differenza e’ che si manifesta in forme nuove. La generazione più vecchia non deve far altro che accettare queste nuove forme.

Qual’è il vostro suono preferito al momento?

Ci sono un sacco di cose che ci piacciono, ad esempio Black Milk di Detroit, Waajeed, Illmind, Nottz, Nicolay. Ci sono molti bravi produttori in giro, e un sacco di canali differenti su cui cercarli. Credo che nonostante tutto sia un buon momento.

Hai citato Nicolay, che tra l’altro ha collaborato con voi. Che cosa ne pensate della scena europea?

Abbiamo sentito moltissime cose interessanti. C’è molta energia da queste parti! Purtroppo però per quanto riguarda il rap c’è sempre il gap della lingua. Non sono particolarmente coinvolto nel rap europeo soprattutto per questo motivo. Diciamo che sono più un fan di quel tipo di produzioni europee che potremmo chiamare “elettroniche”: Jazzanova, 4 Hero, Bugz in Attic e tanti altri. E’ musica ricca di elementi soul, molto piacevole, con un ottimo feeling.

venerdì 12 dicembre 2008

Vasco Brondi a.k.a. Le Luci Della Centrale Elettrica

Il disegno qua sotto è di Gipi, ed è la copertina di Canzoni da Spiaggia Deturpata di Vasco Brondi a.k.a. Le Luci Della Centrale Elettrica. Il primo è uno disegnatore con grandi capacità di scrittura, il secondo è un cantautore che usa molto bene le immagini.



Un giorno un mio amico di Napoli mi fa: "Devo scrivere una recensione di 700 caratteri su Le Luci della Centrale Elettrica per un free-press della zona, io non ho tempo, me la scrivi tu?". Certo, ho risposto. La recensione l'ho riletta oggi e faceva abbastanza schifo, quindi l'ho cambiata un po'.

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"Le Luci della Centrale Elettrica è il moniker sotto cui si nasconde Vasco Brondi, cantautore ferrarese trasferitosi nella "Milano da pere". Rino Gaetano illumina d'alto e si riflette nelle corde vocali tirate al limite, mentre calembours giocano a sbranarsi tra loro come cuccioli di cannibale. Siamo l'esercito del Sert, ma con un pizzico di autocompiacimento, questo l'unico difetto di un disco di spessore. Giorgio Canali usa la chitarra elettrica come un evidenziatore, Vasco Brondi invece, le cui liriche servono prima di tutto ad evocare il perturbante, disegna un grande sfondo oscuro su cui l'ascoltatore può immergere i propri ricordi, e dare valore alle turpi immagini anatomiche che contraddistinguono il lavoro."

mercoledì 10 dicembre 2008

Ten Crack Commandments - N.1 Dicembre 2008

Articoletto uscito oggi su Hotmc. Il primo numero della mia nuova rubrica mensile.

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Ten Crack Commandments. Ogni dieci del mese, dieci cose più o meno interessanti di cui (s)parlare ed un podcast con un mix di dieci canzoni. Dopo anni di sole recensioni, interviste e report ecco la mia prima rubrica su Hotmc.


1) Wax Poetics è un rivista di black music statunitense, probabilmente la migliore. Se avete fortuna la trovate nei migliori negozi di dischi, in Italia costa dagli otto ai tredici euro, dipende da quanto è figlio di puttana colui che ve la vende. Nell'ultimo numero, quello con in copertina il faccione di Shuggie Otis, c'è un'intervista a MF Doom che è davvero una chicca. Oltre ad essere uno dei rappers più forti del pianeta quest'ultimo è anche un beatmaker fuori di testa, uno di quelli che è partito dal semplice boom-bap e se l'è re-inventato in maniera del tutto originale. L'intervista è incentrata appunto sull'argomento beatmaking e svela aspetti importanti di quella che è la sua tecnica di produzione: "I consider myself as a drummer, if anything, out of all the instruments". Una lettura che consiglio vivamente, soprattutto a coloro che si divertono a fare musica pigiando su dei pad.

2) Dj Gruff è incazzato nero. Si è comprato una Biowashball e si è accorto che non funziona. Se cercate in rete, tra le tante deliranti testimonianze, troverete anche un video con Dj Gruff che rompe la suddetta pallina verde. Arigatò.

3) Kanye West ha fatto uscire un nuovo album, si chiama 808s & Heartbreak, ed è senza mezzi termini il suo disco più brutto di sempre. In questi giorni l'ho ascoltato parecchio e sono giunto alla conclusione che è un album talmente pomposo, kitsch e pacchiano che alla fine un sorriso te lo strappa pure. "Gli altri altri artisti mettono un po' di Auto-Tune nei loro pezzi? Bene, io mi chiamo Kanye West, ho le mutande in red carpet, e mi faccio un cazzo di disco tutto in Auto-Tune!" Ciononostante anche stavolta il buon Kanye ha dimostrato di essere un personaggio irregolare, eccentrico, al di sopra delle logiche che regolano il piattume del mainstream, e per questo va rispettato. Tanto giusto un paio di mesi e 808s & Heartbreak verrà ricordato esclusivamente come uno dei dischi più trash della storia dell'Hip Hop.

4) IllLord tha Ques è un illustratore americano trapiantato ad Honk Hong non so per quale motivo. Ha raccolto in un poster alcuni delle sue morbidose caricature e ne è venuta fuori una cartina tornasole di quelli che sono gli umori del miglior Hip Hop underground statunitense post-J Dilla. Madlib, MF Doom, Flying Lotus, Jneiro Jarel, Percee P e Guilty Simpson, tanto per citare i più conosciuti. Magari del poster attaccato al muro non ve ne fate nulla, ma se riuscite ad identificare tutti i nomi vi slurpate dell'ottima musica.

5) Bucknasty è un figo. Senza dubbio uno dei migliori talenti partoriti dall'Hip Hop in Italia negli ultimi anni. Ha iniziato prendendo finemente per il culo le assurdità dei rappers italiani ed è passato a fare il reporter per le elezioni USA a New York City. Non posso certo dire di non invidiarlo. Addirittura ritengo che alcuni dei suoi vecchi post su Hatingline siano una delle cose rap-italiane più divertenti in assoluto dal 2000 in poi. Ho quindi una special request da fargli: "Caro Bucknasty, perché non scrivi un post su Federico Sarica a.k.a. Fede dei Lyricalz, attuale Chief Editor della rivista per cui scrivi? Ha un passato da gran cazzaro della rima e un presente da hipster intellettualizzato, in pratica tutto il necessario per farci ridere, e non è da escludere che in futuro possa diventare anche un furry".

6) La nuova serie di mixtapes targati Mochilla ancora non è uscita che già ho l'acquolina in bocca. Per chi non lo sapesse Mochilla è la casa di produzione di Eric Coleman e B+. Due fotografi, mi verrebbe da dire, ma sarebbe alquanto riduttivo. Personalmente ritengo la fotografia poco più che un giocattolo, di solito il fotografo si limita ad incapsulare su pellicola un'inutile scheggia di divenire, ma quando lo stesso fotografo riesce a distaccarsi dalla realtà, e distaccandosi la crea, credo allora possa esser definito artista. Ecco, Eric Coleman e B+, oltre ad essere due attentissimi reporter della cultura Hip Hop, nel loro piccolo sono due artisti. Ma torniamo ai mixtapes: Beats and the Abstract Truth di Ras G, Mu-roc di Shafiq Husayn dei Sa-Ra Creative Partners, Dusted Soul di Kutmah, ma soprattutto Speto da Rua / Dirty Brazilian Crates vol.1 di Madlib, il primo di sei mix carioca realizzati dal Beat Konducta nel 2007, durante le tre settimane di permanenza in Brasile assieme ai ragazzi di Mochilla.

7) Sul myspace di Paura è disponibile Liveli un'anticipazione dal nuovo album di Dj Gruff di imminente uscita. Davvero potente. Il beat mi ricorda certe vecchie cose di Bigg Jus, ma in una versione più elettronica e minimale. Gli scratch di Gruff e Pijei sono ovviamente di ottimo livello, ma è soprattutto la qualità del rap a colpire. Il brano è caratterizzato da un mood flemmatico e molto meridionale, gli mc's che si alternano al microfono sono quattro, tutti quanti con una strofa al massimo delle loro capacità. L-Mare da un upgrade del suo stile, tutto flow e visioni, Gruffetti è nel suo gioco, come incastra lui le parole non lo fa nessuno, Clementino è migliorato tantissimo rispetto al suo disco d'esordio, punta tutto sulla tecnica e la teatralità, Paura invece è un mastodonte della metrica, e pare molto a suo agio su questo tipo di beats.

8) Nero Inferno è il primo video di writing mai prodotto in Italia, o comunque uno dei primissimi. E' uscito circa dieci anni fa e dovrei avere ancora la cassetta originale da qualche parte, per giunta imprestatami da qualche amico. Ma volete mettere la comodità di gustarselo finalmente su youtube piuttosto che sprecare una qualche mezz'ora a cercarla? Guardandolo si respira un certo alone di nostalgia, perché ai tempi si pensava davvero che il writing fosse qualcosa di indelebile, mentre ora quasi tutte le vecchie scritte sono state cancellate dal tempo. L'argomento principale del video doveva essere il trainbombing a Milano, ma è grazie alle interviste che Nero Inferno rimarrà impresso nella memoria. Volete mettere Bread della CKC che si gratta le palle mentre parla, o Dumbo che racconta di non ricordarsi i posti dove fa le tag, ma soprattutto Rae, con una delle interviste più divertenti della storia delle interviste? Momenti un po' ingenui ma indubbiamente formativi, soprattutto se contiamo che gente come "Rae" Martini, Ivano "Dumbo" Atzori e Marco "Mastro K" Klefish han fatto della propria arte un lavoro.

9) Il fratello di Jay Dee, Illa J, è un mc talmente mediocre che su Spinemagazine hanno addirittura messo in "Top 10" solo la versione strumentale del suo disco d'esordio, Yancey Boys, prodotto appunto dal compianto genio di Detroit. Poveraccio, un po' come portare sulla casacca il nome Maradona quando ti chiami Hugo invece che Diego.

10) Ho visto Ensi fare freestyle al MEI. Porca puttana. Ha una capacità di coinvolgere improvvisando davvero incredibile, dovrebbe fare dei live show solo in freestyle. Riuscirebbe a far muovere la testa anche a mia nonna, e mia nonna è morta nel 1998 (RIP). Che fosse un mostro già lo si sapeva, ma riesce continuamente a migliorarsi. Ora è esaltante sia quello che dice sia il modo in cui lo dice, si sta creando uno stile proprio, e il suo modo di stare sul palco trasuda passione autentica per questa cosa. In passato ho criticato i suoi dischi, credo giustamente, ancora non è riuscito ad incanalare del tutto il suo indubbio talento dentro un album, ma son sicuro che ci riuscirà. A proposito di Ensi, Michele Miotello alias Bptvi ha realizzato un documentario sul freestyle italiano, Versibus Alternis, che è uscito già da qualche tempo ma ancora non ha ricevuto l'attenzione che merita. Buttate un occhio sul trailer.

(Il podcast ancora non c'è, non riesco a capire come riuscire a caricarlo, un paio di giorni e arriva)